Giorgio Melzi

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emozioni 224 T.M. su tela 70 x 100 2009 

 

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Primavera - tecnica mista su tela - 70x100 - anno 2007-1 

 

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ESPOSITORI 2010

About the Artist

"Prima", una nota biografica


Quando i pittori dicono "prima, intendono di solito l'aggettivo: la prima opere su tela; la prima galleria; quella personale antologia tutta per loro; la prima volta a Parigi.
Giorgio Melzi intende l'avverbio: prima che Maestro, prima che pittore, prima che allievo.
Uomo.

Uomo di Milano. Nato a due passi da un colorificio e per natura destinato ad assorbire colore.
Cresciuto nella Brera dell'Accademia delle Belle Arti, come studente, e del bar Giamaica e di Tittailtabaccaio (tutt'attaccato), come sodale a condividere un bianchino e le previsioni del tempo e della vita con Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Franco Rognoni, Piero canzoni, Kodra, Remo Brindisi, Ernesto Treccani.
Uomo di Milano, affermatosi nelle gallerie della città come esponente di spicco della sua generazione negli ultimi anni sessanta.

Ma uomo anche di Parigi, dove si trasferisce per un lungo periodo di ricerca, e d'Africa, immerso nella nobile civiltà Masai. Delle isole del Mediterraneo, delle coste liguri a strapiombo sul mare, cos?mmense che una regione sola non le tiene e sconfinano in Toscana. Di Shanghai e della Germania.
Di ovunque sia stato esposto, collezionato, amato.
Di qualunque settore limitrofo al suo genio ch'abbia voluto e saputo esplorare: uomo visionario delle scenografie teatrali e televisive: delle creazioni dedicate al mondo della comunicazione; dell'arte a passeggio coi media. Uomo.

Profondo e sempre all'erta, attento alle dinamiche sociali e alle pulsioni dell'anima, che non teme di spaziare e divagare perché tanto non ?uesto che "mortifica l'arte e lo stile, ammesso che esista. Perché tanto - mi disse in un'intervista - l'arte t incontra sempre e s'installa perpetuamente nel tuo pensiero, come le parole, la televisione, il caff? i sentimenti. Se credi di poterne fare a meno, ti sbagli. Immagina la tua vita senza aver visto un quadro di Ricasso, una statua di Michelangelo, un Film di Greenaway o una tela di Kodra, Schifano o di un Melzi, perché no. In fondo in 40 anni di lavoro qualcosa di mio s'?parso per il mondo. .Volente o nolente, questa gente ti ha cambiato la vita, comunque tu la pensi, perché ti piacciano o non ti piacciano, che li adori o ti disgustino, tu in ogni caso non sarai, mai lo stesso".

Magari sarò, prima di tutto, uomo.


Giovanni Serra