













aam 2010 - aac 2010
Nato a Orio Litta (Milano) nel 1946, da madre milanese e padre piemontese. Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, vive a Bergamo e lavora nello studio di via S. V. Gerosa 16, dove opera sia nel campo artistico sia in quello architettonico. Suo maestro il fratello della nonna materna, Giuseppe Giusti (Genova 1895 - Brescia 1983), pittore miniaturista, ritrattista, paesaggista e decoratore di vetrate di chiese, il quale, insieme con la passione per l'arte, gli ha trasmesso i rudimenti iniziali di disegno e pittura, seguendolo nei suoi primi passi con preziosi insegnamenti. Dall'etàdi quindici/sedici anni Sergio Alessio opera nel campo artistico dapprima negli spazi studenteschi, affermandosi in numerosi concorsi, successivamente ottenendo riconoscimenti in mostre personali, collettive ed eventi nazionali e internazionali. Ha da sempre creduto nelle grandi potenzialitàdel segno elaborando in anni di meticoloso perfezionamento un lessico grafico personalissimo ed intimo che si visualizza in opere nelle quali emergono "... calibratissime sovrapposizioni di trasparenze, vellutate tessiture di segni ... un iridescente gioco di variazioni e di intrecci, in cui, come in una visione sognata e paradossale, luciditàe assurdo ammiccano insieme" (Francesca Buonincontri). La meticolositàquasi ossessiva dei segni non è fine a sé stessa, ma è il lavoro ... di chi vuole esaltare il significato del particolare e la necessitàdella sua presenza ... Il segno, pur sempre attento, si libera dallo schematismo definito per abbracciare uno spazio più ampio che potrebbe anche oltrepassare il limite nel quale è contenuto. è un desiderio di evasione, se vogliamo, ma comunque mai al di fuori di un ordine mentale che Alessio dimostra ben evidente e chiaro." (Lino Lazzari). Le sue opere sono "delicate tessiture" che, di primo acchito, paiono sfuggire al confronto con la complessitàdel nostro tempo schizofrenico, distanti dall'urgenza della cronaca: ci??n apparire àla page; infatti il suo lessico grafico non si rivolge a coloro che si beano di studiati espedienti formali o di sbrigative e bizzarre soluzioni creative, ma a chi intende la contemporaneitàuno spazio libero dal marketing culturale, dall'ostentato shock visivo, dall'effimero, dal minimalismo noioso. Questa scrittura poetica e intima appare più aspra quando è presente in lavori a tecnica mista nei quali gli inchiostri si accoppiano con i colori (olio, pastello pressato, ecc.). I tratti di inchiostro nero si intrecciano con quelli seppia (inchiostro prodotto dall'artista secondo una formula antica), insinuandosi nel contesto dell'opera: si crea nell'elaborato cos?trutturato, una mescolanza ibrida visivamente ricca di impalpabili stimoli, di riferimenti a luoghi della memoria, ma anche a momenti quotidiani; la presenza di campiture di colore, con il rosso vermiglione e/o il giallo limone che creano eccitazione visiva, richiama l'inquietudine della contemporaneitî L'uso dell'inchiostro nero invece è un memento dell'infanzia negli anni cinquanta, mentre quello seppia (chiamato bruciato seppia, derivante da residui della combustione), è il ricordo combusto del tempo bruciato dalla vita. Tra le opere più recenti cui Alessio sta lavorando, figurano i Percorsi vegetali concepiti nel 2009, dopo le precedenti esperienze, negli anni dai settanta ai novanta, dei Percorsi, dei Rami, dei Borghi di Bergamo, delle Orditure. In particolare la tematica dell'orditura è stata ripresa nel 2009, per la curiositàe l'esigenza di approfondire schemi compositivi giàaffrontati alla fine degli anni '80 e inizio anni '90. Nel 2007, sentita la necessitàdi recuperare il bel disegno come momento di verifica delle proprie capacitàtecniche e come palestra preparatoria per qualsiasi momento operativo in arte, concepisce le Cartoline, lavori a penna e inchiostro nero su cartoncino di cm 18 x 18, che vengono apprezzate e selezionate alla Sesta Biennale Internazionale del disegno monocromatico di Plzen (Repubblica Ceca) 2008 (Alessio è uno dei due artisti italiani che hanno avuto accesso a questa Biennale). Quindi Alessio tonifica la propria esistenza producendo Cartoline, opere legate a una rigorosa osservazione del paesaggio e gustate dall'autore come qualcosa di totalmente risolto ... una forma espressiva diretta della complessitàdell'esistente, opere che si presentano come preziosi e raffinati disegni da meditazione.
Bergamo, marzo 2010
Sale & C.