



















Percorso artistico
Dopo il diploma in Industrial Design, si avvicina alla pittura con lavori di impronta postinformale tenendo la prima personale nel 1964. Seguiranno altre mostre in diverse localitàfino al 1968, anno in cui il suo operare artistico registra una svolta radicale.
Con la frequentazione di artisti dell'avanguardia milanese, quali Dadamaino, Calderara, Colombo, Varisco, Minoli, Spagnulo, Nigro, Tornquist ... e la condivisione delle esperienze avanguardistiche, abbandona gli strumenti pittorici tradizionali a favore di nuovi mezzi e linguaggi che comportano l'utilizzo di materiali inusuali come carte speciali, plastica, metalli e proiezioni cromatico-luminose. Quindi, il suo percorso si articola in un susseguirsi di stagioni creative indirizzate verso una continua ricerca sulla percezione visiva.
Nel 1969 inizia una ricerca sul colore che costituisce la base del nuovo ciclo di opere "Cromodinamiche-fluorescenti", eseguite con l'utilizzo di carte industrialmente precolorate e fluorescenti di 10 diverse tonalitî La tendenza Optical di quegli anni è alla base della progettualitàdi questi lavori, dove la peculiare composizione cromoplastica delle carte, abbinata al cromatismo esaltante del fluorescente, determinano con il muoversi del fruitore una visione optical/cinetica delle opere.
In parallelo l'artista sviluppa il ciclo dei "Rulli", ovvero una serie di lavori realizzati con rulli di cartone rivestiti in più parti con carte fluorescenti disposti secondo una sequenzialitàche permettere al fruitore di trasformarsi in protagonista: facendo ruotare manualmente gli elementi lo spettatore ottiene una composizione soggettiva tattilo-cinetica dell'opera.
Memore degli studi professionali, nel 1970, partecipa all'ideazione di ambienti programmati, Environnement, e di interventi esterni. In questo ambito è assistente di Dadamaino alla manifestazione "Campo Urbano" di Como" ove, di sera, depositano sulle acque del molo circa 1000 piastrelle galleggianti fosforescenti creando cosi' delle riflessioni luminose "automotorie".
Nel 1970 Zaffaroni con Dadamaino, su invito del C.N.A.C. - Centre National d'Art Contemporain, presentano il progetto di 20 Environnement lumino-cinétique sur la Place du Châtelet a Parigi, segnalatosi secondo miglior progetto, dopo quello di Christo, su 110 proposti.
Nel 1971, assieme a Dadamaino, P. Lanzani e M. Mondani, su invito del Central Artistic Environment del "Catchword Potash Mine" di Bad-Salzdetfurth, cittàmineraria della Germania, propongono un progetto costituito da una serie di ideazioni artistiche volte alla difesa dell'ecologia locale: i progetti sono oggetto di una mostra itinerante in varie cittàeuropee.
Nel 1972 Zaffaroni unitamente a Dadamaino, M. Mondani e G. Cajelli costituiscono il "Collettivo di Controinformazione Milano", partecipando a diverse manifestazioni artistiche con lavori critici e contropersuasivi tendenti a demistificare l'opinabilitàdei messaggi pubblicitari e a vanificarne l'impatto consumistico.
Nel 1973 con il collettivo Artisti del Borgo e il coinvolgimento dei residenti del quartiere Nuova Torretta di Sesto San Giovanni realizzano, al "13° Piazzetta Artisti nel quartiere", un corridoio/labirinto al cui interno il visitatore co-creatore poteva contrapporre all'iconografia artistica proposta quella della sua realtàquotidiana. Questo lavoro, documentato, viene ripresentato nel 1976 alla Biennale di Venezia / Ambiente come Sociale.
Nel 1975, è presente con 3 opere alla "X Quadriennale Nazionale di Roma "La Nuova Generazione", contemporaneamente con E. Tadini e C. D'angelo, è tra gli artisti italiani invitati alla "X Internazionale Malerwochen" a Graz, Austria. Ospitato all'UniversitàAgraria di Gleisdorf realizza 5 grandi opere acquisite ed esposte alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz, Austria. Esporrànuovamente alla Neue Galerie nel 1985 a verifica dell'evoluzione creativa avvenuta nel decennio e nel 2008/9 alla grande rassegna "Viaggio in Italia"-Italienische Kunst 1960-1990".
Nel 1976, il prosieguo delle ricerche Cromodinamiche gli consente di raggiungere significativi esiti sia artistici che analitici sull'impiego dei colori fluorescenti. Portata tale ricerca a limiti quasi invalicabili e, sentita l'esigenza di spostare la creativitàanche verso espressioni pi?controllate e accidentali, inizia un nuovo ciclo di lavori Cromo-optical basato sull'iterazione del segno "x" casualmente colorato su un'area prestabilita fino a ricreare una Superficie cromatica indeterminata.
Gli anni '80 e '90 lo impegnano saltuariamente all'estero, su committenza del GMR Group coordina in Sud Africa le riprese del video "I Lucchesi nel Mondo", alle Seychelles cura l'Images Corporate di vari Resort, realizza il libro fotografico "Images" ed in Svizzera fotografa e documenta l'esibizione della band Seychellese al Festival di Montreaux.
Nei primi del 2000 Zaffaroni sempre attento all'evoluzione dei mezzi tecnologici, rielabora i lavori delle Superfici cromatiche indeterminate con un nuovo linguaggio compositivo. Il segno "X" manuale è sostituito da una campitura cromatica a mosaico computerizzata nella quale inserisce un elemento verbale allo scopo di alternare la visualizzazione della superficie cromata indeterminata alla parola raffigurata.
Il linguaggio contemporaneo definisce questi lavori come "Digital Textur" o Arte Digitale.