























MITAKUYE OYASIN di Cristina Muccioli
Luce diurna, lampada di Wood e buio totale.
La fine di un ciclo non è stasi ma cambiamento, preludio al mutamento fisico di stato che gli succede.
Tre i mezzi che LeoNilde Carabba ha scelto per rappresentare le sue opere, che riconducono all'unicit?candita dal tempo e dalla sua quotidiana narrazione di luce.
Due di essi sono naturali.
E' nella fase centrale, nel cuore del trittico che l'artista interviene con un'illuminazione tra le più sofisticate, una che come le candele non uccidono il buio ma lo accendono. E' soltanto grazie al punto intermedio che inizio e fine possono ricongiungersi, rigenerarsi.
Il movimento dialettico di hegeliana memoria tra Tesi, Antitesi e Sintesi cambia aspetto. Con Carabba si trasforma il Tesi sfolgorante e diurna, sedimentazione ed elaborazione meridiana, e Antitesi notturna che conserva nel suo scrigno la scintilla vitale da cui ripartire.
Il rapporto con il buio è cercato e sperimentato, valorizzato e amato continuamente da questa artista alchimista, innamorata della materia e dei suoi colori come della forma.
I corpi cosiddetti celesti, appaiono e si svelano nell'oscurit?ella notte. Più ci sono interferenze luminose, inquinamento luminoso, più le stelle e i pianeti da esse illuminati si offuscano.
Carabba ha capito quanto la luce possa anche oscurare.
Le sue immagini sono una cosmogonia estetica: c'è sapere coltivato negli anni, ereditato dal padre che era un chimico, e c'è immaginazione, creativit?nfiammata, desiderio. Il suo desiderio è di avere il cielo sulla Terra, di far convivere l'elemento ctonio con quello iperuranico, di portare le costellazioni vicino a noi con una bellezza di cui cercheremo mimesis nella natura.
Anche noi, tutti noi, siamo fatti di stelle. E' la scienza a dircelo, con le sue meticolose ricerche sull'origine del mondo. Un'origine esplosiva e devastante, secondo la teoria del grande scoppio, il Big Bang.
Mitakuye Oiasyn con il suo momento espressivo di nascita, transizione e fine, è un vero e proprio modello cosmico, realizzato e interpretato da un'artsita.
Il disordine, lo sfaldarsi delle forme si armonizza nel trittico in un ordine assoluto e totale come il buio cercato e rivalutato. L'ordine nasce dal disordine, il kosmos dal kaos, e la sua fase intermedia ci vede protagonisti, ci fa ri-conoscere, fratelli (e sorelle), ma anche figli e de eredi di una grande energia generativa: anche nel sonno, nel sogno, nel buio placentare di ogni universo, anche quello del grembo materno.