























Le opere di Luca Moretto giungono a comporre lo spazio attraverso una sintesi di elementi e una semplificazione formale che riduce ogni manifestazione del reale entro pure geometrie, in composizioni sostanzialmente astratte.
In esse, esaltate dal corpo a corpo continuo con variopinte concrezioni empiriche di silicone c'è qualcosa di apocalittico, di poco compatibile con il quotidiano, ben oltre le apparenze.
Critica a cura di Andrea Diprè